28 gennaio 2010 | Categorie: Pensieri | Tag:

Antefatto

Martedì mattina, riunione di lavoro ai locali dell’azienda sanitaria di Reggio, sono le 10 e 15 del mattino e la città è letteralmente invasa dal traffico e dai vigili. Una zona infame per trovare un parcheggio, tra asl, laboratori di analisi ed uffici pubblici vari la ricerca di un parcheggio diventa un fatto epico, quasi la ricerca del Graal. Rintraccio i miei colleghi ed anche loro girovagano come me. Almeno non sono in ritardo. Continuo con la mia strategia di ricerca e giro attorno all’isolato, allargando sempre il giro e consumando tempo e benzina. È chiaro che non bastano i posti per tutti. Sembra di giocare a quel gioco da bambini dove d’un tratto si ferma la musica e devi fregare il posto agli altri. Se resti in piedi sei fuori. Dopo 40 min. trovo un posto. Si libera davanti a me e quasi sentendomi benedetto da una grazia divina mi ci infilo con una manovra perfetta e una buona dose di compiacimento.

Il fatto

Finita la riunione me ne torno alla macchina e trovo graziosamente infilata sotto la spazzola del tergicristallo una multa. Per essere precisi si tratta di un preavviso di accertamento violazione al codice della strada. È un foglietto giallo che mi comunica che ho violato l’articolo 157 del codice della strada, titolo V. Ah, si, il divieto di sosta. Devo pagare 38 euro, sanzione ridotta da pagare entro 10 gg.Con estrema gentilezza trovo già il modulo per il versamento da effettuare alle poste.Che carini.

Ma, aspetta…divieto di sosta?Leggo meglio il dettaglio e mi trovo specificato che la mia auto sostava illecitamente al centro della carreggiata.

Sono perplesso, è una strada a doppio senso, unica carreggiata, nessuna divisione di corsie. Nessun cartello di sosta vietata e tra l’altro il cancello del garage sul lato della strada ha un segnale di divieto di sosta specifico. Questo mi lascia presupporre che se lì è vietato per far uscire le macchine, tutto il resto è lecito. Mi girano e parecchio. Faccio un paio di foto. Corro alla sede della polizia municipale e scopro che posso fare ricorso al prefetto dopo che mi arriva la notifica a casa. Piccolo particolare: non si tratterà più di una sanzione ridotta. Se il prefetto la boccia devo passare al giudice di pace e pagare un contributo di 30 €. Aspetta, ma è quasi l’importo della sanzione…chi me lo fa fare?

A questo punto mi si accende una spia, una lampadina e sento puzza. Non si tratta dell’auto. Come me c’erano tantissime auto multate, alcune davvero in divieto. Ma il cittadino comune, l’uomo della strada che ha un milione di cose a cui pensare davvero si prende la briga di fare un ricorso che costa quanto la pagare la multa? non è più semplice lasciare correre e pagare questi 30 euro?

Tanto capita a tutti. Ma questa cosa non mi piace. Se fossi malevolo potrei pensare che applicando questo metodo potrei sfruttare le persone con multe più o meno contestabili e aumentare i miei introiti approfittando delle persone che dovrei tutelare. Per fortuna ho sempre avuto opinioni positive sulle mie istituzioni e non lo credo possibile.

Farò ricorso, a me non sembra proprio il centro della carreggiata.

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12 gennaio 2010 | Categorie: Pensieri | Tag: , , ,

“State molto attenti a far piangere una donna, perché poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell’uomo. Non dai piedi perché dovesse essere calpestata, nè dalla testa per essergli superiore, ma dal fianco per essergli uguale. Un po più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata.”

dal Talmud.

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Tags: donna, lato, talmud, uomo
12 novembre 2009 | Categorie: Pensieri | Tag: , , , , ,

Mi fanno riflettere alcune discussini in questo periodo sul tenere o meno il crocefisso in classe, tra sentenze e dichiarazioni di politici da una parte e dall’altra. Tutti pronti ad intraprendere crociate in difesa o a reclamare la vittoria della corte europea. Quello che mi mi chiedo stamattina leggendo le notizie sul web è se la gente ha davvero la percezione delle parole che usa. Soprattutto in politica, dove le parole vengono usate con facilità e spesso ignoranza, o, peggio ancora, con degli intenti volutamente fuorvianti. Si difende la laicità dello Stato, questo sarebbe il motivo per cui si dovrebbe rimuovere il crocifisso dai luoghi pubblici. Ma la si conosce la differenza tra laico e ateo/agnostico ?

Il termine laico nell’accezione moderna del termine ha significato di “aconfessionale”, ossia di slegamento da qualsiasi autorità ecclesiastica di confessione religiosa.

Negli ultimi anni il termine laico viene invece utilizzato in maniera talvolta impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dall’autorità ecclesiastica, ma non inficia la professione di una particolare confessione religiosa: per cui si possono distinguere laici credenti[1] da laici non credenti.

Uno stato laico ed aconfessionale si distingue per la libertà di professare qualunque religione (purché nel rispetto dei diritti e del’ordine pubblico ecc. ecc). Da uno stato laico che tanto si riempie la bocca in questi tempi di libertà e democrazia mi aspetterei un ragionamento diverso. Perché togliere un simbolo di una religione (che poi l’ombra sull’intonaco resta e si vede lo stesso il simbolo eh) invece di aggiungerne altri? Oggettivamente l’Italia tra immigrazione ed altro sta diventando una popolazione sempre più multietnica e multireligiosa. Quando in una classe ci si troverà con bambini di tre o quattro religioni differenti perché  non aggiungere i vari Budda, un bel Corano e due o tre divinità indiane?Magari aggiungere un’ora di storia delle religioni, giusto per conoscere e rispettare il credo delle persone con le quali  un domani ti troverai accanto sul posto di lavoro. A togliere qualunque  cosa non ci si guadagna nulla. La democrazia e la libertà si possono esercitare solo in presenza di scelte.

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Tags: Ateismo, crocefisso, crociate, multietnica, Pensieri, religione