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[Citazioni] L’anno del tempo matto.
Tags: benni, caldo, citazioniAd aprile ecco di colpo l’estate. Quarantasette gradi. Il grano maturò e in due giorni era cotto. Raccogliemmo duecento quintali di sfilatini di pane. Faceva così caldo che le uova bollivano non solo sul tetto delle macchine, ma anche nel culo delle galline, le poverette starnazzavano e la mattina trovavamo le omelettes nella paglia del pollaio. Il laghetto si prosciugò in un soffio. I pesci trovarono rifugio nelle vasche da bagno e non c’era verso di mandarli via, ci toccava far la doccia insieme alla trota. I pesci gatto davan la caccia ai topi.
Tutti portavamo dei capelli di paglia, ma il sole incendiava anche quelli, e allora ci mettemmo dei capelli di zinco e lamierino, e venne l’esercito a controllare perché un ricognitore aereo aveva detto che a Sompazzo c’era stata una invasione di marziani.
Subito dopo cominciò a grandinare. Ogni volta iniziava con tre tuoni, poi in cielo si sentiva un vocione che diceva “alé” e venivano giù dei panettoni di grandine. A Biolo ne cadde uno grande come una forma di parmigiano, con dentro un corvo ben conservato.
Tornò un caldo da Africa. La gente dormiva per strada, dentro ai frigoriferi con la prolunga. Il gelataio lavorava ventiquattro ore su ventiquattro e dopo quell’estate si comprò un grattacielo a Montecarlo.
[Pensieri]Lunedì
Il lunedì mattina è un giorno difficile, specialmente se è quel lunedì che rimandi da tempo o quello che è arrivato troppo in fretta. Respiro profondo, testa sotto l’acqua fredda e faccio il punto della situazione.
Le traduzioni che mi servono per riprendere un paio di materie sono sul portatile che non si riaccenderà finché il mio caro venditore ebay di fiducia non mi avrà spedito l’alimentatore nuovo, ancora porto i segni di un pranzo esagerato della domenica che mi ha fatto dormire male, forse oggi non riesco ad evitarmi quelle due o tre domande che mi girano per la testa e di cui so già la risposta, ma non la voglio sentire detta da me stesso e sono costretto a tenere dentro parole che premono per uscire, come una piena sugli argini, visto che una pioggia abbondante farebbe danni anche dopo mesi di siccità…
Sono tentato, vorrei scappare, ma non voglio, non posso. Quindi faccio una colazione abbondante(cit.) metto da parte gli ultimi pensieri, e corro incontro a questo lunedì mattina, con il sorriso sardonico di chi sa di avere già vinto.





